Ecco il teso integrale dell’intervista al responsabile culturale di CasaPound Italia realizzata da una giornalista dell’International Business Times di New York a proposito della conferenza “Nessuno Tocchi La Siria” in programma per il prossimo 3 maggio, presso la sede di Cpi, alla presenza di rappresentanti siriani. Questo colloquio è stato utilizzato per costruire l’articolo disponibile qui, in cui le tesi di Cpi vengono riportate in modo parziale e frammentario.
Quali sono le ragioni di CasaPound per sostenere il governo di Assad, nonostante l’opinione pubblica?
In verità non so cosa sia quest’entità misteriosa, “l’opinione pubblica”… Esiste il sistema dei mass media, che è tutt’altra cosa e che effettivamente dà una versione univoca dei fatti, ma non credo che tutti gli italiani abbocchino alle goffa disinformazione in atto sull’argomento. Comunque CasaPound sostiene Assad per tre motivi: a) perché è il leader legittimo di uno Stato sovrano le cui sorti non devono essere decise da un manipolo di tagliagole qaedisti pagati dalle potenze occidentali e dagli emirati feudali della zona, ovvero la «forza terroristica, ostile a ogni mediazione» denunciata da Kofi Annan, l’inviato speciale delle Nazioni Unite; b) perché è l’esponente di un filone politico, quello baathista, che è socialnazionale, modernizzatore e per quanto possibile “laico”, cioè tollerante verso le altre fedi e ostile al fondamentalismo. Lo stato sociale e le strutture pubbliche siriane non hanno paragone con quelle della maggior parte dei Paesi del Vicino Oriente; c) perché la Siria è oggi la vittima designata di un disegno criminoso e difenderla è un dovere morale, prima che politico. Le schiere del Bene sono sempre troppo affollate, per i nostri gusti…

Alla fine arrivò Cipro. Curioso, dato che il paese non figurava all’interno dei cosiddetti Pigs. O meglio: Piigs. A meno di non voler aggiungere una “C”, ma di qui a qualche tempo la definizione dovrebbe includere un po’ tutti i paesi Europei e diventerebbe ridondante.